Hanno usato la tua faccia con l’IA? Ecco perché devi denunciare subito (prima che sia tardi)

Dal flashmob di Roma alla tutela legale: se sei vittima di Deepfake, la legge è dalla tua parte. Ecco come muoversi tra segnalazioni, Garante Privacy e querele formali.

deep fake

In Breve

  • L’evento: Il 5 novembre 2025 si è tenuto a Roma il flashmob “Non con la mia faccia” contro la violenza digitale e i deepfake.
  • Il problema: L’intelligenza artificiale può “rubare” il tuo volto per creare video falsi (spesso pornografici) o truffe.
  • È reato? Sì. A seconda dei casi si rischia la reclusione per diffamazione, trattamento illecito di dati o Revenge Porn.
  • Cosa fare subito: Segnalare al Garante della Privacy, chiedere la rimozione al social network e depositare una denuncia formale.

Sembra fantascienza, ma purtroppo è cronaca quotidiana. Ti svegli, apri i social e scopri un video in cui dici cose che non hai mai detto, o peggio, in cui il tuo volto è stato applicato su un corpo nudo che non è il tuo.

Se ne è parlato tantissimo il mese scorso, in occasione del flashmob “Non con la mia faccia #iodenuncio”, organizzato dall’associazione Giornaliste Italiane in Piazza Capranica a Roma. Ma passata l’onda emotiva della manifestazione, il problema resta. E i numeri fanno paura.

Se ti stai chiedendo se sia troppo tardi per occupartene, la risposta è no. Anzi, oggi è il momento migliore per capire come difendersi legalmente. Ecco cosa devi sapere (e fare) se la tua immagine finisce nel tritacarne dell’Intelligenza Artificiale.

Il flashmob del 5 novembre: perché se ne parla ancora oggi?

Il 5 novembre 2025 è stata una data simbolo. Politiche di ogni schieramento (da Maria Elena Boschi a Mara Carfagna, fino alla Ministra Roccella) e giornaliste sono scese in piazza per dire basta all’uso non consensuale dell’immagine femminile.

Perché ne parliamo oggi, a distanza di un mese?

Perché il Deepfake (la tecnica che usa l’IA per sovrapporre volti su video esistenti) non va in vacanza. I dati della Polizia Postale ci dicono che il fenomeno è in crescita verticale e non colpisce solo i VIP. Chiunque abbia una foto profilo pubblica è una potenziale vittima.

La manifestazione ha acceso i riflettori, ma la tutela legale spetta a te. E la legge italiana, seppur con i suoi tempi, ti offre degli strumenti precisi per reagire.

È reato usare la mia faccia con l’Intelligenza Artificiale?

Questa è la domanda che riceviamo più spesso su ioDenuncio. La risposta breve è: Sì, è illegale.

Non esiste ancora un unico “reato di Deepfake” nel Codice Penale, ma chi crea o diffonde questi contenuti viola diverse norme gravissime.

Ecco i reati principali che si possono configurare:

  1. Diffamazione aggravata (Art. 595 c.p.): Se il video falso offende la tua reputazione (es. ti fa dire frasi razziste o ti mostra in situazioni imbarazzanti), il colpevole rischia la reclusione da 6 mesi a 3 anni.
  2. Revenge Porn e diffusione illecita (Art. 612-ter c.p.): Se il deepfake è a sfondo sessuale, la giurisprudenza tende ad applicare per analogia le pene severe del Revenge Porn (reclusione da 1 a 6 anni e multe pesanti), specialmente se l’intento è umiliare la vittima.
  3. Trattamento illecito di dati (Art. 167 Codice Privacy): Il tuo volto è un “dato biometrico”. Usarlo senza il tuo consenso per trarne profitto o recare danno è un reato specifico punito con la reclusione.
  4. Sostituzione di persona (Art. 494 c.p.): Se qualcuno usa la tua faccia per creare un profilo falso e ingannare altri (magari per chiedere soldi).

Tabella: Cosa rischia chi ruba la tua immagine

Tipo di AbusoReato ipotizzabilePena prevista (indicativa)
Video falso offensivoDiffamazione aggravata (art. 595 c.p.)Reclusione da 6 mesi a 3 anni o multa
Deepfake pornoDiffusione illecita imm. sessuali (art. 612-ter c.p.)Reclusione da 1 a 6 anni + Multa fino a 15.000€
Profilo fake per truffaSostituzione di persona (art. 494 c.p.)Reclusione fino a 1 anno
Uso commerciale non autorizzatoViolazione Privacy (GDPR / Art. 167)Reclusione da 6 mesi a 3 anni (se c’è profitto/danno)

Come rimuovere un Deepfake dal web?

La priorità assoluta è togliere quel contenuto dalla rete. Ogni minuto che passa, il video potrebbe essere scaricato e ricondiviso altrove.

Ecco la procedura d’urgenza standard:

  1. Segnalazione alla Piattaforma: Tutti i social (Instagram, TikTok, X, Telegram) hanno ormai un tasto specifico per segnalare “Nudità non consensuale” o “Impersonificazione”. Usalo subito.
  2. Reclamo al Garante Privacy: In Italia puoi fare una segnalazione d’urgenza al Garante per la Protezione dei Dati Personali chiedendo il blocco immediato della diffusione delle immagini (procedura ex art. 144 del Codice Privacy).
  3. Diffida legale: Spesso è necessario l’intervento di un avvocato che scriva formalmente all’hosting provider intimando la rimozione immediata.

Attenzione: Fare solo la segnalazione al social network spesso non basta. Le piattaforme sono lente e i loro algoritmi fallibili. Per attivare le indagini della Polizia Postale e scoprire chi si nasconde dietro l’account fake, serve una querela formale.

Quali documenti servono per denunciare un Deepfake?

Se decidi di procedere legalmente (scelta che consigliamo vivamente), non puoi andare dalle autorità a mani vuote dicendo “c’è un video su internet”. Ti servono prove che abbiano valore legale.

Ecco la checklist di cosa preparare prima di depositare la denuncia (anche tramite i servizi di ioDenuncio):

  • URL precisi: Non basta lo screenshot. Serve l’indirizzo web esatto (link) del video o del profilo.
  • ID del profilo: Se possibile, l’identificativo numerico univoco dell’utente che ha caricato il video.
  • Screenshot certificati: Una semplice “foto allo schermo” può essere contestata in tribunale. Esistono servizi di “copia forense” che certificano che quella pagina web esisteva in quella data precisa con quel contenuto.
  • Eventuali messaggi: Se chi ha creato il video ti ha contattato (es. per estorsione o minacce), salva tutto.

Quanto costa denunciare un furto d’identità digitale?

Presentare una denuncia-querela alle forze dell’ordine è, di per sé, un atto gratuito. Non ci sono marche da bollo da pagare per il deposito in caserma o in Procura.

Tuttavia, affrontare un procedimento penale complesso come quelli legati al web richiede spesso supporto professionale per:

  1. Scrivere la querela in modo tecnicamente inattaccabile (evitando che venga archiviata subito).
  2. Gestire la rimozione dei contenuti.
  3. Costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento dei danni morali e d’immagine.

I costi variano in base al professionista, ma ricorda: il danno alla tua reputazione online potrebbe costarti molto di più in futuro, sia in termini lavorativi che personali.

Cosa succede se non denuncio?

Potresti pensare: “Il video l’hanno visto in pochi, se non ne parlo sparirà da solo”.

Purtroppo, nel web del 2025, non funziona così.

Se non denunci:

  • Il contenuto resta online: Potrebbe riemergere tra anni, magari durante un colloquio di lavoro o una verifica bancaria.
  • L’IA “impara”: Le tue foto continuano a nutrire il database che ha creato il falso, rendendo i prossimi video ancora più realistici.
  • L’impunità incoraggia il colpevole: Chi lo ha fatto una volta, vedendo che non ci sono conseguenze, molto probabilmente lo rifarà. A te o ad altri.

Il flashmob “Non con la mia faccia” ci ha ricordato che il nostro volto è l’unica cosa che non possiamo cambiare. Proteggerlo non è solo un diritto, è una responsabilità.

Foto dell'autore

ioDenuncio

ioDenuncio è la prima piattaforma digitale che permette di compilare, firmare e inviare online denunce con valore legale, in modo semplice, sicuro e senza burocrazia. Ogni articolo firmato da ioDenuncio è curato dal nostro team editoriale con l’obiettivo di informare, sensibilizzare e offrire strumenti concreti per tutelare i diritti dei cittadini.

Reato di Diffamazione: Guida Completa a Querela, Risarcimento e Difesa [2025]

Denuncia Cautelativa: Cos’è, Quando Serve e Come Tutelarsi Subito