Caso Mia Moglie e Phica: chiusi i forum sessisti, centinaia le denunce

In queste ore molte donne si sono scoperte vittime di diffusione illecita di immagini e video su portali pornografici. Chiuso il sito Phica, centinaia le denunce in tutta Italia.

Dopo la scoperta e il blocco del gruppo Facebook Mia Moglie, ora chiude anche il forum Phica (Phica.eu o Phica.net). Il portale, dove gli iscritti pubblicavano foto e video hard di donne ignare accompagnati da commenti sessisti e offensivi, è finito al centro dell’attenzione a seguito delle denunce da parte di esponenti della politica, attrici, influencer e altre figure pubbliche.

Migliaia le donne vittime di questa violenza virtuale, tra le quali anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e la segretaria Pd Ellie Schlein. Sui social alcuni hanno segnalato anche la possibile presenza di screenshot e scatti rubati a minorenni.

A scoperchiare il vaso di Pandora è stato un post di Valeria Campagna, consigliera comunale di Latina e vicesegretaria del Pd Lazio. Le denunce sono scattate a centinaia in tutta Italia. La Polizia Postale ora indaga per risalire ai gestori della piattaforma e ai membri del forum che hanno rilasciato contributi fotografici e commenti violenti.

Hai scoperto di essere vittima di portali come questi?

Denuncia Subito!

Il comunicato dei gestori

Intanto sulla piattaforma, attiva da più di vent’anni, i gestori hanno diffuso un comunicato con cui hanno dichiarato la rimozione di tutti i contenuti.

phica comunicato chiusura
Il comunicato apparso sul forum phica

Il sito, spiegano i responsabili, era nato come spazio di discussione e condivisione personale, con aree dedicate agli utenti registrati. Ma il progetto, nelle loro parole, è stato snaturato.

“Nonostante gli sforzi non siamo riusciti a bloccare in tempo quei comportamenti tossici”, si legge nel comunicato. Così Phica è diventata agli occhi di molti un luogo dal quale prendere le distanze. La decisione finale è stata quella di chiudere e cancellare “definitivamente tutto ciò che è stato fatto di sbagliato”.

Nel comunicato si precisa che i contenuti violenti, pedopornografici o offensivi verso le donne erano formalmente vietati e venivano bloccati e denunciati. I responsabili rivendicano inoltre una collaborazione ventennale con le forze dell’ordine italiane e internazionali, ricordando anche il contributo a casi seguiti dalla magistratura. “Phica è stata una comunità con luci e ombre, ma con la volontà di creare uno spazio diverso”.

La reazione politica

Durissime le reazioni da parte del mondo della politica, dello spettacolo e del web. Martina Semenzato, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, ha commentato che “la violenza contro le donne cambia forma e si diffonde con una veste digitale” che lascia inorriditi, con gruppi di migliaia di utenti impegnati a condividere materiale offensivo e degradante.

La deputata ha richiamato l’attenzione sulla gravità del cosiddetto revenge porn, reato che prevede pene fino a sei anni di reclusione anche per chi soltanto diffonde o condivide immagini senza consenso. “Denunciare è un dovere comune”, ha sottolineato.

Le indagini della Polizia postale

La chiusura del portale non ferma le indagini. In queste ore alla Polizia Postale stanno arrivando segnalazioni da tutta Italia da parte di donne che hanno scoperto la diffusione non autorizzata delle proprie foto su siti come Phica.eu e Mia Moglie. Gli investigatori stanno cercando di risalire a chi gestisce queste piattaforme e a chi ha diffuso i materiali. In corso anche verifiche sulle modalità con cui le immagini sono state trafugate.

Gli accertamenti riguardano inoltre gli autori dei commenti sessisti che accompagnavano le fotografie per ricostruire responsabilità penali e profili di reato.

Cosa rischiano i membri del forum

Come nel caso Mia Moglie, anche i partecipanti del forum Phica attivi nella pubblicazione di foto e video on line senza il consenso dell’interessato sono perseguibili di reato.

“Se nelle foto la persona è riconoscibile, si profila un reato di illecito trattamento di dati personali tramite internet (art. 167 D.lgs. 196/2003 codice della privacy)”, spiega l’avvocato Graziana Aiello, “se invece le immagini o i video hanno contenuto sessuale, anche se la persona non è riconoscibile, allora si profila un reato di Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti o revenge porn (art. 612 ter cp). Infine, se la pubblicazione illecita dell’immagine o del video offende la reputazione di chi vi è ritratto, si potrebbe rispondere anche del reato di diffamazione”.

C’è poi un ultimo caso da considerare: “nei casi in cui nei post o nei commenti gli utenti incitano altri a compiere reati, ad esempio formulando frasi del tipo ‘cosa le fareste a questa…’ o inneggiando a violenze e minacce, può configurarsi anche il reato di Istigazione a delinquere (art. 414 c.p.), che si realizza quando qualcuno spinge altri a commettere fatti penalmente rilevanti, come violenza sessuale o minacce”.

Come denunciare la diffusione illecita di immagini intime: fallo subito online

Se hai scoperto che le tue immagini intime sono finite online senza il tuo consenso, non aspettare. Più tempo passa, più aumenta il rischio che quei contenuti vengano scaricati, condivisi o usati contro di te. E ricordalo: anche se non sei riconoscibile, se le immagini sono sessualmente esplicite, si tratta comunque di revenge porn e costituisce un reato grave.

Con ioDenuncio puoi denunciare tutto da casa, in pochi minuti, con pieno valore legale. Nessuna corsa in commissariato, nessun modulo complicato: compili il modulo guidato, firmi digitalmente (senza SPID o PEC) e la denuncia viene trasmessa direttamente alla Procura della Repubblica da un avvocato iscritto all’Albo.

Abbiamo creato un modulo specifico per i casi di revenge porn, che ti guida passo dopo passo e ti aiuta a raccogliere le informazioni necessarie:

  • Dove è avvenuta la pubblicazione (es. gruppo Facebook “Mia Moglie”, forum Phica);
  • Quando l’hai scoperta;
  • Chi può essere il responsabile (se lo conosci);
  • Se c’erano rapporti affettivi con la persona che ha pubblicato i contenuti;
  • Cosa ritraggono le immagini (es. parti intime, pose sessuali, screenshot di chat).

Ogni dato o allegato che inserisci è riservato, protetto e verrà eliminato in modo definitivo al termine del processo, sia che la denuncia venga completata o meno. Tutto è gestito sotto la supervisione del nostro DPO legale e dell’avvocato incaricato della tua pratica.

Agisci subito. Non lasciare che chi ti ha esposta resti impunito. E soprattutto, non lasciare che la rete continui a diffondere ciò che ti è stato strappato con la violenza.

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